Sempre più negli ultimi anni si è assistito ad una banalizzazione del prodotto ortofrutticolo a cui è seguita una riduzione del prezzo di vendita, causa anche della forte concorrenza di paesi esteri. Gli attori dei diversi settori del mondo ortofrutticolo hanno reagito, tra l’altro, cercando di attuare politiche di marca sempre più forti, appunto con l’obiettivo di distinguersi dalla concorrenza e fidelizzare il consumatore finale.

Nel mondo della I gamma le azioni svolte sono state minime e poco ancora efficaci, evidenziando forti carenze del settore in termini di sviluppo di brand e valorizzazione.

Date le peculiarità che caratterizzano questo settore, una possibile soluzione per un migliore sviluppo e gestione di un brand forte, riconoscibile e di VALORE, potrebbe essere la ricerca di un vantaggio competitivo basato su una attenta valutazione delle peculiarità di ogni specie frutticola/orticola, che consenta appunto di ottimizzare la gestione del brand nel mercato (come dimostra lo studio svolto dall’Università degli Studi di Torino in collaborazione con Sata S.r.l. e presentato nell’articolo sotto citato).

A tal proposito, l’Università degli Studi di Torino, nelle figure della Dr.ssa Peano e della Dr.ssa Giuggioli, e Sata hanno ideato un nuovo metodo di approccio che consenta di valutare la costanza qualitativa dei marchi premium dei prodotti ortofrutticoli freschi. L’articolo sotto allegato illustra il metodo di approccio presentando un caso pratico di applicazione sul prodotto albicocca, il quale si caratterizza per un’alternanza varietale lungo la stagione commerciale.